Come prendersi cura della protesi capillare in modo efficace
- Scritto Da Lordhair Esperto di Capelli
- | Published GEN 1, 1970
- |
- 14 minuti di lettura
Guida completa per pizzo francese, mono e PU: dal lavaggio alla conservazione
La differenza tra una protesi capillare che dura 3 mesi e una che arriva a 12 non dipende dal prezzo. Dipende da ciò che fate nei 15 minuti dedicati alla manutenzione
settimanale. In anni di lavoro con clienti in tutto il mondo abbiamo osservato gli stessi errori ripetersi, ma anche gli stessi miglioramenti quando viene seguita una routine
corretta.
Questa guida è pensata sia per chi ha appena ricevuto la prima protesi, sia per chi la indossa da tempo e desidera ottimizzare la propria gestione. Le sezioni sono organizzate in
base al tipo di base, perché pizzo francese, mono sottile e PU hanno caratteristiche strutturali diverse e richiedono attenzioni specifiche.
Cosa troverete in questa guida:
Pulizia e lavaggio settimanale per ogni tipo di base
Gestione della colla e del nastro biadesivo
Come conservare correttamente la protesi per massimizzare la durata
Gli errori più comuni che danneggiano la base in modo irreversibile

1. Prima di tutto: capire la tua base cambia tutto
L’errore più comune è trattare tutte le protesi capillari allo stesso modo. In realtà, è la base a determinarne il comportamento: reagisce in modo diverso all’umidità, ai solventi e
alle sollecitazioni quotidiane, e questo incide direttamente sulla durata.
Ecco un confronto diretto tra le tre basi più diffuse:
| Pizzo Francese | Mono Sottile | PU (Poliuretano) |
|---|---|---|
| Struttura Rete in fibra fine, molto leggera |
Struttura Monofilamento, più rigido e resistente |
Struttura Lamina continua di poliuretano |
| Punto di forza Linea frontale invisibile, massima traspirazione |
Punto di forza Durata superiore, ideale per vita attiva |
Punto di forza Tenuta salda, facile da applicare |
| Vulnerabilità principale Si straccia con trazione o solventi aggressivi |
Vulnerabilità principale Meno traspirante nei climi caldi |
Vulnerabilità principale Sensibile all'alcol, si indurisce e crepa |
| Frequenza lavaggio Ogni 7–10 giorni |
Frequenza lavaggio Ogni 7–10 giorni |
Frequenza lavaggio Ogni 5–7 giorni |
| Solvente corretto Alcohol-based delicato o citrus solvent |
Solvente corretto Solvente standard |
Solvente corretto Solo oil-based (es. C-22): mai alcol |
2. Pulizia e lavaggio: il rituale settimanale corretto
Step 1 — Rimuovere la colla senza danneggiare la base
Questo è il momento in cui si verificano la maggior parte dei danni irreversibili. La regola fondamentale: non staccate mai la protesi a secco, senza solvente.
Pizzo Francese: applicate un solvente a base alcolica o citrus con un cotton fioc e lavorate dal bordo verso l’interno con movimenti circolari delicati. Evitate qualsiasi trazione
sulla rete. In caso di resistenza, aggiungete solvente e lasciate agire per circa 30 secondi prima di continuare la rimozione.
Mono: il solvente standard funziona bene. Bagnate il bordo perimetrale e lasciate agire 30 secondi prima di sollevare. Evitate movimenti laterali che possono deformare il
monofilamento.
PU: utilizzate esclusivamente un solvente oil-based, come C-22 Solvent o prodotti equivalenti. Anche se diluito, l’alcol provoca nel tempo l’indurimento del bordo in PU,
rendendolo più fragile e soggetto a microlesioni. È uno degli errori più comuni tra chi utilizza questa base.
Step 2 — Lavaggio dei capelli
Applicate uno shampoo senza solfati. Versatene una piccola quantità sul palmo della mano, diluitelo con acqua e distribuitelo sui capelli con movimenti dall’alto verso il basso.
Evitate movimenti rotatori sulla base.
Risciacquate seguendo la stessa direzione del flusso d’acqua, sempre dall’alto verso il basso. Non risciacquate contro il verso naturale dei capelli.
Per il Pizzo Francese è consigliabile appoggiare la protesi su una superficie piana o su un manichino durante il lavaggio. Evitate di lasciarla sospesa. Il peso dell’acqua può
sollecitare le zone più delicate della rete e, nel tempo, allentare i nodi.
Nel caso del PU, dopo il risciacquo non strizzate e non torcete la base. Tamponate delicatamente con un asciugamano asciutto. La torsione può creare microlesioni nel bordo
che diventano visibili solo dopo alcune settimane di utilizzo.
Step 3 — Balsamo e asciugatura
Il balsamo va applicato esclusivamente sulla lunghezza e sulle punte dei capelli, mai sulla base. I residui di balsamo sulla base riducono l'adesione della colla al successivo
fissaggio.
Usate il phon a temperatura bassa (non più di 50°C), a distanza di almeno 15 cm dalla base.
Pizzo Francese: preferite l'asciugatura naturale per la parte della base. Il calore diretto prolungato indebolisce le fibre della rete nel tempo.
Mono e PU: possono tollerare meglio il phon, ma mantenete sempre distanza e temperatura bassa.
3. Gestione del fissaggio: colla e nastro biadesivo
Perché la rimozione completa dei residui è non negoziabile
Ogni volta che applicate un nuovo fissaggio sopra residui di quello precedente, create uno strato che riduce progressivamente la traspirazione della base. Per il PU, i residui
accumulati induriscono il bordo e ne riducono la flessibilità. Per il Pizzo Francese, intasano le maglie e aumentano il rischio di strappi.
Regola pratica: prima di ogni rifissaggio, verificate visivamente che non ci siano residui biancastri o appiccicosi lungo il perimetro della base. Se ci sono, completate la rimozione
prima di procedere.
Nastro biadesivo: ritmo e tecnica di rimozione
Frequenza di sostituzione consigliata: ogni 1–2 settimane, o quando l'adesione si riduce visibilmente ai bordi.
Per rimuovere i residui: usate un remover specifico per nastro (mai un oggetto appuntito o le unghie, che possono forare il PU o strappare il Pizzo Francese). Bagnate il bordo
con il remover, aspettate 20 secondi, poi fate scivolare il nastro residuo verso l'esterno.
Conservate le strisce di nastro lontano da superfici polverose prima dell’applicazione. La polvere riduce in modo significativo l’adesione iniziale.
Colla liquida: rimozione dopo 3–4 settimane
Bagnate abbondantemente tutto il perimetro con un solvente oil-based e lasciate agire per almeno 2 minuti. Non riducete i tempi di posa.
Sollevate il bordo con un movimento parallelo alla cute, non perpendicolare. La trazione verso l'alto è la causa principale delle lacerazioni sul Pizzo Francese.
Se sentite ancora resistenza, non forzate: aggiungete altro solvente e aspettate altri 60 secondi.
Preparazione del cuoio capelluto per massimizzare la durata del fissaggio
La durata della colla dipende per il 40% dalla preparazione della superficie. Prima di applicare qualsiasi adesivo:
Pulite la zona con un cotton pad imbevuto di alcol isopropilico al 70%.
Attendete che evapori completamente (circa 2 minuti): la pelle deve essere perfettamente asciutta.
Chi ha il cuoio capelluto tendenzialmente grasso può usare uno shampoo astringente la sera prima del rifissaggio per ridurre la produzione sebacea.
4. Conservazione a lungo termine: come arrivare a 12 mesi
Preparazione prima dello stoccaggio
Prima di riporre la protesi, sia per pochi giorni sia per un periodo più lungo, è necessario completare tre operazioni in sequenza:
Pulizia completa con lo shampoo (come descritto nella Sezione 2).
Rimozione totale di tutti i residui di colla o nastro.
Asciugatura completa: anche una leggera umidità residua in un ambiente chiuso favorisce la proliferazione batterica che degrada le fibre della base.
Metodi di conservazione: dal migliore al meno consigliato
Metodo ottimale: Manichino
Mantiene la forma della base e quella del capello. Posizionate il manichino in un luogo asciutto, lontano dalla luce diretta e da fonti di calore.
Alternativa valida: Piano piatto su tessuto
Se non avete un manichino, stendete la protesi su una superficie piana pulita con i capelli pettinati e fissati da una retina. Evitate di piegare o sovrapporre.
Da evitare: Sacchetto di plastica sigillato
Blocca l'umidità residua e crea un microambiente umido. Anche una protesi che sembra asciutta può rilasciare umidità nelle prime ore di stoccaggio.
Da evitare: Esposizione a luce solare o calore
I raggi UV causano decolorazione progressiva del capello, e il calore elevato riduce la flessibilità del bordo PU.
Consiglio pratico
Un’abitudine che può aumentare in modo significativo la durata di una protesi è alternarne due. Utilizzare due impianti in rotazione è spesso la scelta più efficace nel lungo
periodo. Una protesi indossata senza pause accumula quotidianamente stress meccanici e chimici. Alternando l’utilizzo, ogni pezzo ha il tempo di recuperare tra un’applicazione
e l’altra, e la durata complessiva risulta generalmente superiore rispetto a quella di una sola protesi usata in modo continuativo.
Altre abitudini di conservazione ad alto impatto
Pettinate sempre i capelli prima di riporre la protesi: i nodi che si formano durante l'uso, se lasciati asciugare, sono molto più difficili da districare senza danni.
Ogni 3 mesi, ispezionate il bordo perimetrale con buona illuminazione: le microlesioni si riparano facilmente se individuate in anticipo, ma diventano irrecuperabili se
trascurate.
Evitate di applicare prodotti stilizzanti direttamente sulla base: gel, lacche e schiume contengono alcol e polimeri che nel tempo degradano sia il Pizzo Francese che il PU.

5. I 6 errori che danneggiano la protesi in modo spesso irreversibile
Ogni errore è documentato con la conseguenza reale che produce:
| Errore | Effetto reale | Base più colpita |
|---|---|---|
| Usare acqua sopra i 40°C | Le fibre della base subiscono deformazione permanente. La rete si allarga o si deforma. | Pizzo Francese |
| Staccare la protesi senza solvente | La trazione a secco è la causa n.1 di lacerazioni irreparabili nella rete. | Pizzo Francese |
| Usare solvente alcolico sul PU | L'alcol indurisce progressivamente il bordo PU. Le crepe compaiono settimane dopo. | PU |
| Applicare il balsamo sulla base | I residui impediscono l'adesione al rifissaggio successivo, riducendo la tenuta. | Tutte |
| Conservare la protesi ancora umida | L'umidità in ambiente chiuso favorisce muffe e batteri che degradano la base internamente. | Tutte |
| Accumulare strati di colla senza rimuovere il precedente | Riduce traspirazione, aumenta peso, causa irritazioni cutanee. Il PU perde flessibilità. | PU, Mono |
6. Domande frequenti sulla cura della protesi capillare
Con quale frequenza devo lavare la protesi capillare?
Per Pizzo Francese e Mono: ogni 7–10 giorni in condizioni normali. Per PU: ogni 5–7 giorni, perché la base non traspira e accumula sebo più rapidamente. In estate o se fate
attività fisica intensa, riducete l'intervallo di 2–3 giorni.
Posso nuotare con la protesi capillare?
Sì, è possibile, purché si adottino alcune precauzioni. Il cloro e l’acqua salata tendono ad accelerare il deterioramento delle fibre, soprattutto in caso di esposizioni frequenti.
Prima di entrare in acqua è consigliabile applicare un leave-in conditioner sulle lunghezze, così da creare una leggera barriera protettiva.
Dopo il nuoto, risciacquate tempestivamente con acqua dolce, evitando che cloro o salsedine si asciughino sui capelli. Per chi frequenta regolarmente piscina o mare, le basi in
Mono e in PU offrono generalmente una maggiore resistenza rispetto al Pizzo Francese.
Qual è il solvente giusto per il mio tipo di base?
Pizzo Francese e Mono: solvente a base alcolica o citrus. PU: esclusivamente oil-based (come C-22 Solvent o Ghost Bond Remover). Usare alcol su una base PU è l'errore singolo
più frequente e più dannoso che vediamo.
Quanto dura una protesi capillare con una cura corretta?
Con una routine settimanale corretta e due protesi alternate, ciascuna può durare tra i 10 e i 14 mesi. Con una sola protesi usata continuativamente e cura standard,
l'aspettativa realistica è 6–8 mesi. La cura corretta può quindi raddoppiare la durata effettiva.
Posso riparare una base che si è strappata?
Le microlesioni sul bordo PU possono essere stabilizzate con colla specifica per protesi applicata con precisione. I danni alla rete del Pizzo Francese sono più difficili da riparare
in autonomia: se la lacerazione è piccola (meno di 5mm), una piccola quantità di colla trasparente per tessuti può prolungare la vita del pezzo. Per danni più estesi, contattate il
nostro servizio clienti per valutare la sostituzione.
Conclusione
Prendersi cura di una protesi capillare non è complicato. Richiede costanza e alcune attenzioni specifiche in base al tipo di base che si utilizza. I principi fondamentali restano
sempre gli stessi: scegliere il solvente corretto prima della rimozione, utilizzare acqua fredda durante il lavaggio e assicurarsi che la protesi sia completamente asciutta prima
della conservazione.
Se avete appena iniziato, la priorità è costruire una routine settimanale stabile e facile da mantenere nel tempo. Se invece indossate la protesi da anni, il controllo più
importante è verificare che il solvente utilizzato sia davvero adatto alla vostra base. È uno degli errori più frequenti e, nel lungo periodo, anche quello che provoca i danni più
seri.



