Scala Visiva per la Caduta dei Capelli: Cos'è e Come Usarla per Valutare lo Shedding
- Scritto Da Lordhair Esperto di Capelli
- | Published GEN 1, 1970
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- 11 minuti di lettura
La scala visiva per la caduta dei capelli è uno strumento pratico, basato su immagini, che aiuta a stimare lo shedding quotidiano confrontando la quantità di capelli persi con una serie di livelli predefiniti. È particolarmente utile per capire se la perdita rientra nella norma oppure se è opportuno fare ulteriori controlli.
La perdita di una certa quantità di capelli ogni giorno è considerata normale, poiché fa parte del ciclo fisiologico del follicolo. In genere si parla di circa 50–100 capelli al giorno, ma il numero percepito può variare molto in base a lunghezza, densità e abitudini di lavaggio. La scala visiva serve proprio a ridurre la soggettività e a rendere il monitoraggio più coerente.
Indice dei contenuti
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Cos’è la scala visiva per la caduta dei capelli
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Come usarla: metodo pratico in 5 passaggi
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Cosa dice lo studio: risultati principali e interpretazione
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Funziona anche per gli uomini?
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Cause comuni di caduta capelli in uomini e donne
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Contesto Italia: stagionalità, stress e abitudini
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Trattamenti: cosa ha senso valutare (e quando)
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Domande frequenti
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Fonti e approfondimenti
Cos’è la scala visiva per la caduta dei capelli
La scala visiva è una sequenza di immagini che rappresenta fasci di capelli con quantità crescenti. Confrontando i capelli persi in una giornata con le immagini, ottieni una stima rapida del livello di shedding.
La scala nasce per facilitare l’autovalutazione soprattutto in persone con capelli medio-lunghi, dove “contare” i capelli è poco realistico e spesso porta a errori o ansia. In ambito scientifico, strumenti simili vengono usati per migliorare la ripetibilità delle valutazioni tra persone diverse e nel tempo.

Come usarla: metodo pratico in 5 passaggi
Per ottenere un risultato utile, l’obiettivo è misurare nello stesso modo per alcuni giorni, non “indovinare” una volta sola. Ecco un metodo semplice e ripetibile.
- Scegli una finestra di 7 giorni: una settimana riduce gli errori legati a lavaggi, pettinature e giornate “anomale”.
- Raccogli i capelli persi: dopo doccia, pettinatura e durante la giornata (se possibile). Usa un foglio di carta o un sacchetto pulito.
- Confronta con la scala: avvicina il fascio raccolto alle immagini e scegli il livello più simile.
- Annota il punteggio: scrivi data, livello e note (lavaggio sì/no, stress, cambio stagione, dieta, febbre recente).
- Interpreta la media: guarda la tendenza. Se aumenta per 2–4 settimane, vale la pena indagare con un professionista.

Suggerimento pratico: se lavi i capelli ogni 2–3 giorni, è normale vedere più capelli nel giorno del lavaggio. Per questo è utile la media settimanale.
Cosa dice lo studio: risultati principali e interpretazione
Uno studio pubblicato in letteratura dermatologica ha valutato l’affidabilità di una scala visiva per stimare la perdita giornaliera, mostrando una buona coerenza tra le valutazioni, in particolare in persone con capelli più lunghi.
In modo pratico, puoi leggere i livelli così:
- Livello 1–2: shedding basso, spesso compatibile con una situazione stabile.
- Livello 3: shedding moderato, spesso considerato nella norma, soprattutto in alcuni periodi dell’anno o in giorni di lavaggio.
- Livello 4–6: shedding alto: se persiste, può indicare un effluvio (telogen effluvium) o un peggioramento di condizioni come alopecia androgenetica, carenze nutrizionali o stress prolungato.
Quando preoccuparsi: più che il singolo giorno, conta la persistenza. Se rimani su livelli alti per diverse settimane o noti diradamento visibile, allarga l’analisi con foto periodiche e visita specialistica.
Funziona anche per gli uomini?
Sì, ma con alcuni limiti. La scala visiva è più intuitiva con capelli medio-lunghi. Negli uomini, spesso i capelli sono più corti e la percezione cambia: pochi capelli corti possono sembrare “tanti”, e viceversa.
Per una valutazione maschile più completa, abbina:
- Scala visiva (per la quantità di shedding)
- Osservazione del pattern (attaccatura a “M”, diradamento sul vertice)
- Foto standardizzate ogni 2 settimane (stessa luce, stessa distanza)
Se il problema principale è il diradamento progressivo più che lo shedding, potrebbe essere utile considerare anche una classificazione del pattern (ad esempio la Norwood-Hamilton) insieme al consulto medico.
Cause comuni di caduta capelli in uomini e donne
La caduta dei capelli può dipendere da più fattori, spesso combinati. Queste sono le cause più frequenti da considerare.
Alopecia androgenetica (genetica e ormonale)
È una delle cause più comuni di diradamento. Negli uomini tende a seguire un pattern (attaccatura e vertex), mentre nelle donne può presentarsi come diradamento diffuso nella zona superiore.
Telogen effluvium (effluvio) da stress o eventi recenti
Può comparire dopo stress psicofisico, febbre, interventi, dimagrimenti rapidi, post-partum o cambiamenti importanti. Spesso si manifesta 2–3 mesi dopo l’evento scatenante.
Carenze nutrizionali
Ferro, vitamina D, proteine e altri micronutrienti possono incidere sulla qualità del capello e sul ciclo del follicolo. Le carenze vanno valutate con esami e indicazioni professionali.
Squilibri ormonali e condizioni mediche
Tiroide, alterazioni ormonali, alcune patologie autoimmuni e terapie farmacologiche possono influire.
Fattori esterni e abitudini
Acconciature strette, trattamenti aggressivi, trazione costante e calore eccessivo possono aumentare rottura e fragilità, che spesso viene scambiata per caduta “dal bulbo”.
Contesto Italia: stagionalità, stress e abitudini
Molte persone in Italia riferiscono un aumento della caduta in alcuni periodi, spesso tra fine estate e autunno e, in alcuni casi, in primavera. La stagionalità può amplificare la percezione dello shedding, soprattutto se si somma a stress lavorativo, sonno irregolare o dieta non equilibrata.
Per rendere il monitoraggio davvero utile:
- valuta la scala per almeno 2 settimane nei cambi di stagione
- registra sonno, stress e alimentazione con poche note essenziali
- se noti peggioramento continuo, passa da “monitoraggio” a “diagnosi” con un professionista
Trattamenti: cosa ha senso valutare (e quando)
Non esiste un trattamento uguale per tutti: la scelta dipende dalla causa e dall’obiettivo. Qui trovi una panoramica ordinata, con criteri pratici.
| Opzione | Quando ha senso | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Valutazione dermatologica / tricologica | Shedding alto persistente, diradamento visibile, sintomi del cuoio capelluto | Diagnosi, eventuali esami, piano personalizzato |
| Topici e terapie mediche | Alopecia androgenetica o condizioni specifiche | Richiedono costanza; tempi di risposta di mesi |
| Gestione stress e stile di vita | Effluvio da stress, periodi intensi, sonno scarso | Migliora il contesto; risultati graduali |
| Cura dello scalpo | Forfora, irritazione, sebo, sensibilità | Supporto alla salute del cuoio capelluto |
| Soluzioni estetiche non chirurgiche | Quando vuoi un miglioramento immediato dell’aspetto | Risultato rapido senza tempi di attesa |

Soluzioni estetiche non chirurgiche: l’opzione “immediata”
Se l’obiettivo è recuperare subito volume e look mentre valuti (o inizi) un percorso più lungo, molte persone scelgono soluzioni estetiche non invasive. In questo contesto rientrano le protesi capillari (hair systems) applicate con biadesivo o clip.
Su Lordhair trovi sistemi in capelli umani con basi come lace o skin, personalizzabili per colore, densità e stile. L’idea è semplice: migliorare l’estetica senza interventi chirurgici e senza tempi di recupero.
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Domande frequenti sulla scala visiva e la caduta dei capelli
Quanti capelli è normale perdere al giorno?
Molte fonti dermatologiche indicano che perdere circa 50–100 capelli al giorno può rientrare nella norma. La scala visiva è utile per capire se il tuo livello medio settimanale sta aumentando nel tempo.
La scala visiva funziona con capelli corti?
È meno precisa, perché i fasci di capelli corti sembrano più piccoli. In quel caso aiuta abbinarla a foto periodiche e all’osservazione del pattern di diradamento.
Quando dovrei consultare un medico?
Se resti su livelli alti per diverse settimane, se noti diradamento evidente, chiazze, oppure sintomi del cuoio capelluto. Anche un cambiamento rapido merita attenzione.
Shedding e alopecia sono la stessa cosa?
No. Lo shedding descrive la quantità di capelli che cadono; l’alopecia indica una condizione di diradamento o perdita legata a cause specifiche. Puoi avere shedding aumentato senza alopecia, e alopecia con shedding non sempre elevato.
Le protesi capillari aumentano la caduta?
Se applicate correttamente e con manutenzione adeguata, sono considerate soluzioni estetiche non chirurgiche. Se hai cute sensibile o infiammazione, è meglio chiedere consiglio a un professionista e scegliere prodotti e metodi delicati.
Parole finali
La scala visiva per la caduta dei capelli è un modo semplice per rendere più chiaro un dubbio comune: “sto perdendo troppi capelli?”. Usala per monitorare la tendenza, non per giudicare una singola giornata. Se la situazione peggiora o noti diradamento, il passo successivo è una valutazione professionale.
Se invece vuoi migliorare subito l’aspetto mentre lavori sulle cause, puoi valutare una soluzione estetica non invasiva come un hair system. Se ti va, esplora le collezioni Lordhair e scegli in base al tuo stile e alle tue esigenze.
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Chi ha scritto e revisionato questo contenuto
Autore: Lordhair Esperto di Capelli (contenuti informativi su hair systems, cura e gestione estetica dei capelli).
Revisione contenuti (non medica): Team prodotto e supporto cliente Lordhair per accuratezza tecnica su materiali, basi (lace/skin) e manutenzione.
Revisione medica: Non presente. Per diagnosi e terapia, fai riferimento a un dermatologo o tricologo.
Metodo: Sintesi di letteratura e linee informative dermatologiche, con indicazioni pratiche per il monitoraggio domestico.
Fonti e approfondimenti
- Letteratura dermatologica su scale visive e strumenti di valutazione dello shedding (database PubMed).
- Indicazioni divulgative dermatologiche su range di shedding quotidiano e quando rivolgersi allo specialista (es. associazioni dermatologiche).
- Revisioni sistematiche su alcune terapie per specifiche condizioni di alopecia (es. database di revisioni scientifiche).



