Platinette con e senza parrucca, com'è davvero e cosa cambia
- Scritto Da Lordhair Esperto di Capelli
- | Published MAR 25, 2026
- |
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Platinette è uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Eppure basta togliere quella parrucca biondo platino per rendere il personaggio quasi irriconoscibile. Dopo gli anni difficili legati ai problemi di salute, Mauro Coruzzi è tornato davanti alle telecamere con la stessa parrucca di sempre, e questo ci offre un punto di osservazione privilegiato su una domanda che riguarda molte persone: cosa fa davvero una parrucca a chi la indossa?
Esploriamo il caso di Platinette come esempio concreto di come una parrucca possa trasformare non solo l’aspetto esteriore, ma la proiezione di sé verso il mondo. Con qualcosa in più rispetto a tanti altri esempi. Una storia personale che include una malattia seria, una lunga assenza e un ritorno che ha commosso il pubblico italiano.

Chi è Platinette: quarant’anni di carriera e sempre quella parrucca
Mauro Coruzzi nasce a Parma nel 1956. Giornalista, opinionista, conduttore radiofonico e televisivo, ha costruito una carriera che attraversa quattro decenni senza soluzione di continuità. Dagli esordi nelle radio locali parmensi negli anni Ottanta fino ai programmi nazionali, passando per RTL 102.5 e Rai Radio 2, il suo percorso professionale è tra i più longevi del panorama mediatico italiano.
Il pubblico lo ha conosciuto come giudice di Italia’s Got Talent su Sky/TV8, come concorrente di Ballando con le Stelle su Rai 1 nell’edizione 2015, come ospite fisso del Maurizio Costanzo Show e come volto ricorrente di trasmissioni come Domenica In, Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque e Italia Sì. Da giovane come oggi, in ogni apparizione pubblica, c’è sempre stata quella parrucca.
Il nome d’arte nasce proprio da lì: "Platinette" unisce "platino", il colore della parrucca, al suffisso francese "-ette". È probabilmente l’unico caso nella storia dello spettacolo italiano in cui un artista ha costruito la propria identità pubblica così esplicitamente attorno a una parrucca. Non lo nasconde, non lo spiega, non se ne scusa. È semplicemente parte di lui.

La malattia, il ricovero e il ritorno: come sta Platinette oggi
Negli ultimi anni, Mauro Coruzzi ha attraversato un periodo di salute molto difficile, che ha tenuto col fiato sospeso migliaia di italiani. Il suo nome è tornato spesso al centro dell’attenzione, tra notizie e aggiornamenti, mentre cresceva il desiderio di capire cosa fosse successo e come stesse oggi. Non si trattava solo di interesse mediatico, ma di una partecipazione reale da parte di un pubblico che lo segue da decenni.
Coruzzi ha subito due ictus: il primo nel marzo 2023, il secondo all’inizio del 2025, seguito da una caduta che ha ulteriormente complicato il recupero. Nel febbraio 2025 si è reso necessario anche un intervento preventivo per complicazioni cardiovascolari. Le conseguenze hanno riguardato la capacità di parlare, l’equilibrio e l’udito. In una videointervista su YouTube ha descritto il suo cervello come un "emmental", e si è definito un "sopravvissuto".
In quei mesi, molti hanno visto per la prima volta Mauro senza la parrucca. Il volto stanco, la testa rasata, lontano dai riflettori. Un’immagine molto diversa da quella di Platinette.
A novembre 2025 ha compiuto 70 anni, mostrandosi determinato e al lavoro per recuperare la parola e le capacità motorie. Per chi ha vissuto una malattia e ne sta uscendo, quel percorso racconta qualcosa di preciso: rimettersi in piedi è un atto di volontà quotidiana.
Oggi Platinette è ancora una voce attiva nel panorama mediatico italiano, e quella parrucca non è mai andata da nessuna parte.
Platinette senza parrucca: com’è davvero

Nel corso degli anni Coruzzi è apparso più volte in pubblico senza parrucca, mostrando la testa rasata con naturalezza. Queste apparizioni avvengono in genere in contesti più intimi o più seri, quando si presenta come Mauro anziché come Platinette.
Il contrasto visivo è netto. Senza parrucca, Coruzzi appare come una persona comune, quasi irriconoscibile per chi lo associa esclusivamente al personaggio televisivo. Non è una questione estetica, ma percettiva. È la dimostrazione di quanto un elemento apparentemente semplice come i capelli possa ridefinire completamente l’identità visiva di una persona.
C’è però un aspetto più interessante, che va oltre la trasformazione esteriore. Il passaggio da Mauro a Platinette non avviene per necessità, ma per scelta. La testa rasata non è qualcosa da nascondere né un limite da correggere. È il punto di partenza da cui, ogni volta, prende forma il personaggio.
In questo senso, la parrucca non copre una mancanza, ma costruisce una presenza. Non serve a “diventare qualcun altro”, ma a rendere visibile una parte di sé che, senza quel gesto, resterebbe meno definita. È una distinzione sottile, ma fondamentale, tra travestimento e identità, tra nascondere e dichiarare.
Cosa cambia quando indossa la parrucca
La risposta breve è: quasi tutto. Vale la pena guardarlo più da vicino.
1. Presenza visiva e impatto immediato
La parrucca platino aggiunge volume, luce e carattere a tutto il volto. Con la parrucca, Platinette occupa visivamente lo spazio in modo completamente diverso: è più alto, più presente, più riconoscibile.
È una delle dimostrazioni più dirette del fatto che i capelli sono architettura del viso, prima ancora che semplice ornamento, perché cambiano le proporzioni, la percezione della testa e il modo in cui il volto viene letto anche a distanza.
2. Identità e riconoscibilità
Senza parrucca Coruzzi è pressoché irriconoscibile, con la parrucca è inconfondibile a distanza.
I capelli, siano essi naturali o in forma di hair system, sono il primo elemento di identità visiva che gli altri registrano. Vengono prima del trucco, prima dei vestiti, prima della corporatura, perché definiscono immediatamente il profilo di una persona, anche quando non la si osserva da vicino.
3. Sicurezza e proiezione di sé
Per Platinette la parrucca non è un modo per coprirsi, è uno strumento di amplificazione. Non si nasconde dietro: al contrario, la usa per esporsi di più.
Questo vale ancora di più dopo la malattia. Tornare in pubblico con quella parrucca non era un gesto automatico. Era una scelta. E quella scelta ha detto: sono ancora io.
Non tanto perché i capelli cambino ciò che si è, ma perché rendono visibile il modo in cui si decide di presentarsi agli altri.
4. Il confine tra persona privata e personaggio pubblico
Coruzzi ha descritto Platinette come una parte autentica di sé, non un costume. La parrucca è il confine simbolico tra Mauro, l’uomo privato, e Platinette, il personaggio pubblico.
Quando la indossa, entra in scena. Quando la toglie, scende. È un gesto semplice, ripetuto ogni giorno, ma è proprio questa ripetizione a rendere concreta una distinzione che altrimenti resterebbe astratta.
Pochi esempi mostrano con questa chiarezza il potere trasformativo di una parrucca.
L’occhio dell’esperto: che tipo di parrucca indossa Platinette
Guardare la parrucca di Platinette con occhio professionale è un esercizio utile, perché permette di capire esattamente cosa la distingue da un hair system moderno e perché la differenza conta.
Dalle sue apparizioni pubbliche si possono osservare alcune caratteristiche con ragionevole certezza. La parrucca di Coruzzi è quasi certamente costruita su una calotta intera tradizionale (full cap). Il tipo di base più comune nelle parrucche da palcoscenico e nelle parrucche uomo di uso professionale, che copre l’intero cuoio capelluto, è robusta e si applica e rimuove rapidamente. È la soluzione giusta per chi, come lui, ha bisogno di un accessorio affidabile nella routine di un professionista televisivo.
La densità è molto alta, volutamente sopra la media rispetto a una chioma naturale. Quel volume generoso e uniforme è una scelta estetica consapevole, parte integrante del personaggio. I capelli, verosimilmente in fibra sintetica di qualità o in misto fibra-naturale, sono pensati per mantenere la forma sotto le luci di scena e reggere l’usura di un utilizzo quotidiano intensivo.
La linea anteriore non è progettata per essere invisibile. Al contrario, la parrucca è indossata in modo che risulti chiaramente riconoscibile come tale. È una dichiarazione d’identità, non un tentativo di mimetismo. Tutto coerente con lo scopo: una parrucca da personaggio pubblico, costruita per resistere, per essere visibile, per fare scena.

Un hair system Lordhair parte da obiettivi opposti. La base in pizzo (lace) ha uno spessore nell’ordine dei decimi di millimetro. Aderisce alla cute in modo che la linea anteriore risulti indistinguibile da quella naturale anche guardando da vicino. La densità viene calibrata su misura, in genere inferiore rispetto a una parrucca da palcoscenico, proprio perché l’obiettivo è replicare l’aspetto di una chioma reale, non amplificarlo. I capelli, Remy o vergini, vengono annodati singolarmente a mano per simulare la direzione di crescita naturale.
Due strumenti diversi, costruiti per scopi diversi. Platinette usa il suo per essere Platinette. Chi sceglie un hair system lo usa per essere, semplicemente, se stesso.
Cosa ci insegna la scelta di Platinette
Ciò che rende il caso Platinette davvero significativo non è solo la longevità di quella parrucca nella sua carriera. È che lui non ha mai sentito il bisogno di giustificarla. Nemmeno dopo la malattia, nemmeno dopo i mesi fuori dai riflettori. Ha semplicemente rimesso quella parrucca e è tornato.
Questo è esattamente il cambio di prospettiva che vorremmo trasmettere a chiunque stia valutando un hair system, per ragioni estetiche o mediche. Non si tratta di nascondere qualcosa. Si tratta di scegliere come presentarsi al mondo.
In quarant’anni di carriera televisiva nessuno ha mai messo in discussione la credibilità di Platinette a causa della sua parrucca. La preoccupazione per il giudizio altrui è quasi sempre molto più grande della realtà effettiva.
Se stai valutando una protesi capillare o un hair system, questa è forse la lezione più concreta che Platinette può offrire: nessuno nota ciò che tu ti aspetti notino. Quello che notano, invece, è una persona più a proprio agio con se stessa.
Gli hair system moderni: ben altro rispetto alla parrucca tradizionale
Una distinzione tecnica vale la pena farla. La parrucca di Platinette è un elemento scenico volutamente teatrale, visibile, parte di un look costruito. Un hair system contemporaneo è progettato per fare l’esatto contrario. Integrarsi al punto da essere indistinguibile dai capelli naturali.
Le basi in pizzo (lace), in poliuretano (skin) o ibride si adattano alla forma del cuoio capelluto. I capelli vengono annodati a mano uno per uno, replicando la crescita naturale. La linea anteriore è costruita per essere invisibile anche da vicino. Il risultato è quello che nel settore viene chiamato protesi capillare di ultima generazione. Non un accessorio da portare, ma una parte di sé.
Il risultato pratico:
- Si indossa e si dimentica: nessun fastidio durante sport, nuoto o sotto la doccia
- Con la corretta manutenzione ordinaria dura diversi mesi
- Si personalizza in ogni dettaglio: densità, colore, texture, lunghezza, attaccatura
- Nessuno nota che non sono capelli propri, a meno che non si voglia dirlo

Platinette rappresenta la parrucca come dichiarazione d’identità, portata con orgoglio senza bisogno di spiegazioni, anche dopo un periodo difficile. Un hair system Lordhair rappresenta qualcosa di diverso. Una seconda natura, un’estensione di chi si è che nessuno nota perché è semplicemente parte di te.



