Schermi e capelli: i dispositivi elettronici causano la caduta dei capelli?
- Scritto Da Lordhair Esperto di Capelli
- GEN 1, 1970
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- 9 minuti di lettura
Giusto per chiarire subito: lo smartphone o il computer non “fanno cadere i capelli”. Detto questo, alcune abitudini legate al loro utilizzo, alla lunga possono indebolire i nostri capelli. Vediamo come, senza allarmismi e con chiarezza.
Perché ne parliamo
Negli ultimi anni passiamo più ore che mai davanti agli schermi: lavoro, studio, social network, svago. In parallelo, crescono preoccupazioni su vista, sonno e perfino sui capelli. L’idea che il telefonino possa causare la caduta dei capelli attira perché immediata e facile da capire, ma la realtà biologica è molto più complessa. In questo articolo cercheremo di distinguere tra cause dirette e fattori indiretti, offrendo consigli pratici per proteggere la salute dei capelli nell’era digitale.
Facciamo il punto, in 90 secondi, su come funziona la caduta dei capelli.
I capelli seguono un ciclo di vita in tre fasi: anagen (crescita, dura anni), catagen (transizione, poche settimane) e telogen (riposo, alcuni mesi), al termine della quale il fusto cade e lascia spazio al nuovo.
Quando più follicoli passano troppo presto alla fase di riposo (telogen), i capelli iniziano a cadere in modo diffuso: è quello che i dermatologi chiamano "telogen effluvium", di solito temporaneo. Diverso invece è il caso dell’alopecia androgenetica: lì entrano in gioco la genetica e gli ormoni, e i follicoli col tempo diventano sempre più sottili.
Quindi non ha senso ossessionarsi sul “colpevole” singolo. Meglio chiedersi: quali condizioni spingono i follicoli verso la telogen o accelerano la miniaturizzazione?”
Dispositivi elettronici: le vie indirette che contano
Sonno frammentato, luce blu e orologio biologico
La luce blu degli schermi, soprattutto di sera, può ritardare la produzione di melatonina e rendere più difficile addormentarsi, riducendo la qualità del sonno. Dormire meno innalza lo stress ossidativo e altera l’equilibrio neuroendocrino. Risultato pratico? Sul cuoio capelluto questo può tradursi in più follicoli in fase telogen e potresti trovare più capelli sul cuscino la mattina dopo.
Stress e iperarousal cognitivo
Le continue notifiche, il multitasking e le lunghe ore davanti allo schermo aumentano il cosiddetto “rumore mentale”. Lo stress cronico coinvolge i sistemi ormonale e nervoso, con possibili alterazioni di cortisolo, infiammazione e flusso sanguigno al cuoio capelluto. Non è un danno diretto al follicolo: aumenta però la probabilità di una caduta diffusa.
Sedentarietà, metabolismo e dieta
Più tempo davanti agli schermi spesso significa meno movimento e pasti disordinati. Sebbene carenze di nutrienti come ferro, zinco, proteine o vitamine del gruppo B non spiegino da sole l’alopecia androgenetica, possono rendere i capelli più vulnerabili. In pratica: il capello è meno resistente quando il corpo è un po’ “sotto carburante”.
Calore, cuffie e igiene del cuoio capelluto
Le cuffie con archetto stretto non “strappano” i capelli in blocco, ma una pressione cronica può contribuire a trazioni localizzate su aree predisposte o ad aumentare sudorazione e occlusione, favorendo dermatite seborroica (che a sua volta può accentuare la caduta telogen).
Qualità dell’aria indoor
Ore in ambienti chiusi, con aria secca o inquinata (polveri e composti organici volatili, i cosiddetti VOC, rilasciati da arredi ed elettronica), possono irritare la cute e i follicoli sensibili. Anche se non è una causa principale, può aumentare l’effetto degli altri elementi.
E le radiazioni? Cosa dice la scienza sui campi elettromagnetici
In realtà, smartphone, laptop e Wi-Fi emettono campi elettromagnetici a bassa potenza. Le esposizioni d’uso normale sono molto al di sotto delle soglie impiegate per effetti termici rilevanti sui tessuti.
Sugli EMF e la caduta dei capelli, gli studi in vitro e su modelli animali mostrano risultati eterogenei, con qualche segnale di stress cellulare a livelli non paragonabili all’uso quotidiano. Negli studi sull’uomo, finora, non emerge un nesso causale robusto tra utilizzo dei dispositivi e perdita di capelli.
Tradotto: non c’è una base scientifica per sostenere che il telefono in tasca o all’orecchio causi alopecia. Se senti un miglioramento quando limiti i device, è quasi certamente merito di sonno migliore, meno stress e più movimento.
La genetica: il fattore invisibile che guida la caduta dei capelli
Quando si parla di caduta dei capelli, la genetica resta il fattore più determinante. L’alopecia androgenetica dipende infatti dalla predisposizione familiare e dalla sensibilità locale agli androgeni, una sorta di “impronta invisibile” che stabilisce quanto i capelli siano vulnerabili nel tempo. Va detto però che la manifestazione di questa predisposizione può variare. Fattori esterni come stress, carenze nutrizionali o un sonno di scarsa qualità non causano direttamente l’alopecia, ma possono anticipare o accentuare i periodi di caduta. Per questo motivo, due persone con un profilo genetico simile possono vivere esperienze diverse: in alcuni casi la caduta resta lenta e graduale, in altri può comparire più rapidamente e diventare evidente.
Un protocollo di igiene digitale “pro-capelli”
Non sono leggi scolpite nella pietra. Piuttosto, sono piccoli accorgimenti quotidiani che tengono a bada gli aspetti che possono peggiorare la situazione.
Coprifuoco digitale serale
Per favorire un sonno di qualità può essere utile limitare l’esposizione agli schermi almeno un’ora prima di coricarsi. Se non riesci a spegnere il dispositivo, attiva la modalità notturna e riduci un po’ la luminosità. Hai pensieri che girano nella testa? Scrivili su un foglio per liberare la mente e rilassarti prima di spegnere la luce.
Pause davanti al computer
Lavorando al PC per quasi un’ora, conviene fare una breve pausa: alzati, cammina un po’, sgranchisci collo e spalle. Pochi minuti di movimento migliorano la sensazione di leggerezza e favoriscono la microcircolazione del cuoio capelluto, con benefici per la salute dei capelli.
Igiene dei capelli
Chi porta frequentemente cuffie o caschi e tende a sudare può lavare i capelli anche tutti i giorni, usando uno shampoo delicato e risciacquando con cura. Per l’asciugatura, meglio privilegiare l’aria tiepida piuttosto che il getto diretto del phon, così da non stressare la fibra capillare. Gli utilizzatori di protesi capillari possono trovare da Lordhair consigli pratici su come lavarle e asciugarle correttamente.
Alimentazione e idratazione
I capelli sono fatti di proteine, perciò cerca di includere nella dieta alimenti come uova, legumi e pesce. Anche verdure a foglia verde, frutta secca e semi ricchi di zinco aiutano a mantenerli forti. Non dimenticare i cereali integrali, fonte preziosa di vitamine del gruppo B. Per idratarti correttamente, bevi a sufficienza: circa 30–35 ml di acqua per kg di peso corporeo al giorno, salvo diverse indicazioni mediche.
Gestione dello stress
Non servono pratiche lunghe o complesse. Dieci minuti al giorno di respirazione guidata o mindfulness, fatti con costanza, sono più efficaci di sporadici “detox” del weekend.
Uso corretto delle cuffie
Quando possibile, scegli cuffie con archetti morbidi e alterna diversi dispositivi, così riduci la pressione sul cuoio capelluto. Pettinare i capelli prima e dopo l’uso aiuta a prevenire nodi e rotture.
Qualità dell’aria negli ambienti chiusi
Un ricambio regolare è indispensabile: apri le finestre ogni una o due ore, mantieni l’umidità tra il 40% e il 60% e pulisci periodicamente i filtri di climatizzatori o purificatori. Sono semplici pratiche che giovano sia alla salute respiratoria sia a quella del cuoio capelluto.
Quando rivolgersi allo specialista?
Se noti una caduta abbondante di capelli (più di 100 al giorno) per diverse settimane, un diradamento evidente su tempie o parte alta della testa, oppure sintomi come prurito o crosticine, è opportuno rivolgerti a un dermatologo. Anche dopo eventi stressanti come malattie, parto o diete drastiche, una caduta persistente oltre 3-6 mesi richiede un controllo. Lo specialista potrebbe suggerire esami come tricogramma, dermatoscopia o analisi del sangue (ad esempio per ferritina o funzionalità tiroidea) e proporre terapie basate su evidenze scientifiche, evitando soluzioni non validate scientificamente e puntando su un percorso personalizzato.
Domande lampo
Il cellulare vicino alla testa danneggia i capelli? Non ci sono evidenze scientifiche che colleghino le onde dei dispositivi alla perdita di capelli. I follicoli non vengono “bruciati” dall’antenna del telefono.
La modalità notte protegge il sonno? È utile, ma ridurre l’esposizione agli schermi nell’ultima ora prima di dormire è più efficace. Anche con la luce blu ridotta, l’attività mentale può rimanere troppo stimolata.
Le cuffie causano chiazze senza capelli? Non direttamente. Se troppo strette o usate senza sosta, possono irritare il cuoio capelluto, ma non provocano calvizie.
Gli integratori per capelli sì o no? Possono avere senso se sai di essere carente di qualcosa, ma non sono una bacchetta magica. In generale, una dieta equilibrata e uno stile di vita sano sono la base per capelli in salute.
Conclusione
I dispositivi elettronici non sono il nemico numero uno dei tuoi follicoli. Sono però amplificatori di comportamenti (sonno scarso, stress, sedentarietà, alimentazione disordinata) che, nel tempo, possono aumentare la caduta effluviale e peggiorare la qualità del capello. La parte positiva è che molti di questi fattori dipendono da noi: migliorando il sonno, riducendo lo stress e muovendoci di più, aiutiamo non solo i capelli ma anche energia, umore e produttività.
In sintesi: meno ansia, più buone abitudini. Lo smartphone resta con noi, a cambiare è il modo in cui lo usiamo.
Letture consigliate / Riferimenti
Istituto Helvetico Sanders - Il ciclo di vita del capello: anagen catagen telogen
American Academy of Dermatology (AAD) – Hair loss
→ Panoramica autorevole sulle principali forme di alopecia.
World Health Organization (WHO) – Electromagnetic fields and public health
→ Posizione ufficiale su campi elettromagnetici e salute, con indicazioni sui livelli di esposizione.
Harvard Health Publishing – Blue light has a dark side
→ Articolo divulgativo sull’effetto della luce blu sui ritmi circadiani.